Trama

Morgan Drake assiste a un omicidio in un vicolo ed è l’unica persona in grado di fornire le prove per incriminare il poliziotto che ne è il responsabile. Quando il rifugio segreto in cui l’FBI lo nasconde viene compromesso, Morgan segue le istruzioni fornitegli da Taylor, l’agente incaricato della sua sicurezza, e scappa. 

Nik Valentinov lavora per il Santuario, una fondazione in grado di offrire protezione ai testimoni quando l’FBI fallisce. È da lui che Taylor manda Morgan perché lo protegga, ma nessuno dei due uomini si aspetta che due settimane da soli in una remota baita in mezzo ai boschi sconvolgeranno i loro cuori con qualcosa di completamente diverso dal tentativo di mantenere Morgan in vita.

Traduttore: Claudia Milani

Rilasciato il 24 Aprile 2015


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Recensioni

Le Letture di Anita - 7.5/10 - "....Già dalla trama questo romanzo mi ispirava parecchio: testimone in pericolo, guardia del corpo super protettiva, organizzazione segreta per la protazione dei testimoni... Come farselo sfuggire?

E' stata una lettura all'altezza delle mie aspettative sopratutto grazie ad una trama mystery che mi ha preso parecchio...."

Babette legge per voi - "....Adoro i Romantic Suspense. Adoro i Romance M/M. RJ Scott mi tira un colpo basso e unisce i due generi.

La trama: avvincente, adrenalinica quel tanto che basta, con momenti di quiete dedicati alla passione e poi all’amore.

I personaggi: non stereotipati, simpatici, facciamo il tifo per loro. Li vogliamo vivi e innamorati. Insomma, l’happy end è obbligatorio. E l’autrice non ci delude...."

Estatto


Capitolo 1

“Venti, uno sessanta sei, Altamont, western, gatto nero, torta al limone, venti, uno sessanta sei, Altamont, western, gatto nero, torta al limone…” Le parole giravano nel cervello di Morgan Drake come un disco rotto, una litania continua, affinché non le dimenticasse. L’agente dell’FBI che aveva vegliato su di lui come un’ombra gliele aveva inculcate in testa finché non era riuscito a ripeterle persino nel sonno.

“Solo nell’evenienza, Morgan, va bene? Dovessero sorgere dei problemi, tu prendi queste chiavi e la macchina che ti ho mostrato nel parcheggio del garage qui accanto, imbocchi la Highway 20 West fino alla 166, punti in direzione Altamont, Western Street e cerchi una libreria che si chiama Black Cat, gatto nero. Lì qualcuno ti individuerà e avrà con sé una password, va bene? Torta al limone. È un uomo a cui affiderei la mia vita e si chiama Nik. Scrivo il suo numero di cellulare su questo foglio. Devi memorizzarlo nel caso io non possa contattarlo. Prova a ripetere… venti, uno sessanta sei, Altamont, western, gatto nero, torta al limone. Dopo di me…”

Morgan perse il ritmo delle parole quando una berlina scura lo sorpassò e poi lo staccò a tutta velocità. Si sentì stringere di nuovo il petto in una morsa di terrore e lottò con tutte le sue forze per non andare in iperventilazione. Taylor gli aveva assicurato che la macchina che stava guidando era sicura sotto ogni punto di vista: aveva il pieno di benzina, era in buone condizioni e il numero di targa era riconducibile a un insegnante elementare del Queens. Il percorso intricato verso il garage dove l’auto era parcheggiata aveva fatto in modo che probabilmente non fosse stato seguito. Probabilmente. Non poteva fermarsi. “Una volta che sei in strada, non smettere di guidare, Morgan. Non ti fermare per niente e nessuno al mondo. Non per l’FBI, non per la polizia. Per nessuno.” Taylor finiva le sue frasi sempre con la semplice domanda: “Capisci perché?” No, Morgan non capiva.

Dal momento in cui aveva deciso di fare da autista per una festa tra colleghi, tutto era andato a puttane. Un’ora del più assoluto terrore, durante la quale il suo mondo era stato letteralmente frantumato, si era conclusa con la sua presenza in una casa protetta dell’FBI, sorvegliato da un agente scorbutico con una faccia da poker di tutto rispetto. Ossessivo e compulsivo nei confronti della sicurezza, Taylor Mitchell, FBI, aveva governato il rifugio col pugno di ferro e si era prodigato affinché Morgan non assumesse nemmeno per un istante un atteggiamento vittimistico. Avevano parlato di ciò che sarebbe potuto andare storto e Taylor gli aveva delineato possibili scenari così disastrosi che Morgan ne era rimasto sconvolto: sparatorie, caos e forse persino la morte. Morgan non era sicuro che il suo protettore avrebbe dovuto raccontargli quelle cose, ma il tipo gli piaceva e se gli avessero chiesto di scegliere tra lui e l’altro agente con cui Taylor divideva i turni, non c’era dubbio che avrebbe preferito mille e mille volte gli avvertimenti. Considerato soprattutto che l’altro tipo aveva l’alito cattivo e faceva delle avances deprimenti.

Dio.

Una sera Taylor e Morgan stavano chiacchierando prima di andare a dormire. Morgan aveva chiesto delle rassicurazioni in merito alla sua sicurezza e l’altro era solo riuscito a dirgli che avrebbe fatto qualsiasi cosa in suo potere per proteggerlo. Se fosse successo l’irreparabile, o se qualcosa fosse andata storta, lui conosceva un uomo, e un’agenzia completamente staccata dall’FBI, che avrebbero potuto aiutarlo. L’agenzia si chiamava il Santuario e forniva protezione alle persone in difficoltà. Era da prendere in considerazione solo nel peggiore dei casi, ma si trattava comunque di un’opzione, se necessario. Al momento, anche un suo amico lavorava per loro. In realtà più di un amico: il suo ex-partner dell’FBI. In quel momento Morgan aveva dato poca importanza a quelle informazioni; un’ingenuità la sua, come si sarebbe accorto in seguito.

“Perché le cose dovrebbero andare male? Sono con voi dell’FBI, il processo è tra due settimane, e poi tutto tornerà alla normalità.”

“Anche l’FBI può essere compromessa, Morgan. Non la guardi mai la TV?” gli aveva detto Taylor con un’espressione seria sul volto. Ora, con l’uomo ferito ‒ e probabilmente ucciso ‒ da un colpo di pistola, tutto ciò su cui Morgan riusciva a concentrarsi era la lista di direzioni che doveva assolutamente ricordare, se voleva inseguire la promessa di una fantomatica salvezza.

Si aspettava che la berlina facesse un’inversione a U e gli venisse incontro con qualche brutto ceffo sporto fuori dal finestrino e armato di pistola, ma le frecce lampeggiarono e la macchina lasciò la superstrada. Per quanto Morgan provasse a calmarlo, il suo respiro continuava a essere irregolare e ansimante, il panico alimentato anche dal dolore al petto, al braccio sinistro e dal pulsare alla testa. Non voleva correre il rischio di accendere la radio. La musica lo avrebbe aiutato in qualche modo a ricomporsi, ma cazzo, cosa sarebbe successo se gli avesse fatto dimenticare l’ordine giusto delle parole? Probabilmente sarebbe finito in Canada o giù di lì, e i brutti ceffi l’avrebbero raggiunto ed eliminato nel modo più cruento possibile.

Sì, Morgan guardava le serie poliziesche con tutti quei bravi detective e quegli agenti dell’FBI che sorvolavano sulla legge e riuscivano a tenere al sicuro l’ignaro cittadino. Vedeva anche come i testimoni oculari di quelle serie finissero inevitabilmente con un colpo di pistola in mezzo agli occhi, in quanto unico legame con un grosso caso di omicidio. E qualche volta aveva visto persino agenti dell’FBI corrotti, o poliziotti che finivano dalla parte sbagliata della legge. Quelle serie gli piacevano, ma per niente al mondo avrebbe voluto farne parte.

“Venti, uno sessanta sei, Altamont, western, gatto nero, torta al limone, venti, uno sessanta sei, Altamont, western, gatto nero, torta al limone.”

Si sforzò di mantenere la calma e si costrinse a staccare, una alla volta, le dita dal volante. Aprì il finestrino e l’alito della fredda aria mattutina lo aiutò a schiarirsi la vista. Respirò a fondo, cercando di riguadagnare il controllo sui propri nervi. Guardò nello specchietto retrovisore: non c’era nessuno dietro di lui, la strada era ancora deserta e lui aveva un obiettivo.

Venti, uno sessanta sei, Altamont, western, gatto nero, torta al limone…


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Pubblicato anche in formato cartaceo





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